Carlo Riva, "folleta" di Sant'Eustorgio


MILANO, - Carlo Riva una volta lavorava in banca. Ora, all'età di 56 anni, si dedica alla passione per la musa poetica. Se la natura lo commuove, se l'estro lo soccorre da fargli coniare per sé l'appellativo di "folleta", vale a dire un folle e giocoso poeta, la capacità organizzativa non gli difetta, tant'è vero che ha creato il Cenacolo Sant'Eustorgio, che fra gli amanti della poesia nella metropoli meneghina è diventato una leggenda. Gli incontri si tengono alla Libreria Esoterica in Galleria Unione 1, Piazza Missori i giovedì dalle 18 alle 19,30. "Ciascun autore - dice Riva - ha mezz'ora per leggere i propri versi e dialogare con il pubblico". Tutti fanno la fila per un turno di lettura al Cenacolo, autori acclamati compresi, che, però, non godono di alcun trattamento di riguardo rispetto agli illustri carneadi o sconosciuti cui Riva offre la propria chance. Un'onestà intellettuale a 360 gradi, senza mai cadute di stile. E' la qualità poetica media di chi legge è notevole, con alcuni picchi d'elevata ars.

"Abbiamo cominciato nel 1994 al Bistrot Sant'Eustorgio, da cui il nome del circolo, poi ci siamo trasferiti altrove, sino a giungere alla Libreria Esoterica che ci ospita, senza farci pagare alcunché, da vari anni ormai, e per questo e per la sua disponibilità voglio ringraziare il titolare Teo Falcone". Un altro aspetto contraddistingue l'opera di Riva: l'unico "obbligo" richiesto agli autori che si esibiscono nei reading poetici riguarda un piccolo impegno a compiere, "su base libera e volontaria", un'azione di solidarietà "in denaro o in opere, secondo le possibilità di ciascuno, a qualsiasi associazione o gruppo di loro scelta che faccia del volontariato e della solidarietà umana la propria ragione di esistere e di operare. Nessun controllo viene effettuato dal Cenacolo Sant'Eustorgio per accertare si l'autore ha versato il contributo". L'altro interesse di Riva è coniugare poesia e solidarietà:"Fabbrico anche dei Poesietti, libriccini con carta riciclata, cuciti e acquerellati a mano, che poi vendo e il cui ricavato devolvo in beneficenza". Gli ultimi ad agevolarsi di questi "proventi poetici" sono stati il canile di Finale Ligure e il parroco Don Antonio Ferri. Poi dicono che i poeti hanno la testa fra le nuvole!

Alberto Figliolia         


Da:     IL GIORNO  Cronaca Milano                                    22 febbraio 2004


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INCONTRI AL MARTEDI'


 

              Festa con candeline per un Cenacolo          di poeti e letterati

 

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Il chiostro di Sant'Eustorgio

 

 

  MILANO - Si trovano il primo, il terzo e il quarto martedì di ogi mese in un silenzioso caffè di Brera, uniti da una comune passione per quella sostanza eterea ed ineffabile che ha per nome poesia; si incontrano poeti e semplici appassionati, insospettabili con l'amore per il verso libero e redattori di riviste, scrittori più affermati ed esordienti alla ricerca di un pubblico cui sottoporre le proprie opere. Li accoglie un luogo dal sapore ottocentesco chiamato " Cenacolo di Sant'Eustorgio ", nato nel 1994 in quel Bistrot di Sant'Eustorgio che gli diede il nome, e successivamente ospitato in vari locali e librerie della città. Recentemente il cenacolo ha festeggiato le 100 letture pubbliche, e per quanto riguarda il futuro - secondo le parole di Carlo Riva, ex bancario stregato dalla poesia fin dalla più tenera età, fondatore-organizzatore del Sant'Eustorgio - "tutti i martedì sono già stati prenotati da oggi fino ai primi anni del duemila, con più di cento persone in attesa di leggere i propri versi". Se la nuova sede del "Cenacolo Sant'Eustorgio" è presso il " Bon Bon Café " in via Brera 5,   le regole di sempre non sono comunque cambiate: " ogni incontro non dura più di un' ora e mezza" - conclude Carlo Riva - "e chiunque legga le sue opere dovrà farlo in un tempo massimo di mezz'ora, mentre per la presentazione di gruppi e riviste già operanti nell'ambito letterario metto a disposizione l'intera serata". Oggi alle 18 si terranno letture poetiche di Mauro Germani, Filippo Ravizza e Tiziano Rossi; martedì prossimo interverranno Oliviero Arzuffi, Gabriella Galzio e Claudio Modica, mentre gli incontri con poeti e scrittori proseguiranno nei tre martedì di Aprile. Per informazioni telefonare allo 02-428604.

Edoardo Tomaselli  


Da:     IL GIORNO / Milano / Società                                    16 marzo 1999


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TUTTA LA CITTA' NE PARLA


MILANO

Si fa la fila per il cenacolo dei poeti disinteressati

Un circolo che si regge su un solo uomo appassionato di letteratura e numeri

 

 

            Il Cenacolo S. Eustorgio, ben noto ai narratori e ai poeti milanesi in cerca di ascolto, ha festeggiato da poco i 100 incontri di letture pubbliche.

    A dispetto del nome solenne, che lascerebbe immaginare chissà quale articolata struttura organizzativa, il Cenacolo è, in realtà, formato da un'unica persona, mente e braccio di tutta l'attività, Carlo Riva. Cinquantenne, ex bancario e grande appassionato di poesia, Riva ha deciso, nel 1994, di abbandonare un lavoro poco amato, sostituendolo con una più flessibile attività consulenziale, e si è lanciato anima e corpo in un frenetico impegno di volontariato culturale, con l'intento primario di dare voce e spazio a scrittori in erba. I primi incontri si sono svolti nel Bistrot di S. Eustorgio ( da cui il nome ) e nel corso negli anni ci sono state numerose trasmigrazioni in altri bar e librerie per approdare infine al Bon-Bon Café, un locale di Via Brera. Circa trecento persone (tra i quali anche qualche poeta di buona notorietà) hanno avuto a disposizione mezz'ora esatta, su questo Riva non transige, per leggere i propri testi davanti a un pubblico di appassionati. 

 

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Se gli si domanda quanta gente, a spanne, viene ad assistere ai suoi incontri, Riva fa una risatina supponente, tira fuori un quaderno e sciorina una specie di auditel artigianale. "Allora, nell'ultimo trimestre ci sono state: 32 persone, 30, 43, 29, 26, 35 ...". Proprio così, li conta ogni volta, e il suo quaderno custodisce una rigorosa, minuziosissima catalogazione numerica, lunga cinque anni, che avrebbe fatto la gioia di Georges Perec. D'altronde Riva, oltre che per la poesia, ha una passionaccia per i numeri, retaggio forse della sua precedente professione, e non lascia mai niente al caso. " Il Cenacolo S. Eustorgio al momento attuale ha una lista di attesa di ben 100 persone. Il che, in termini temporali, significa un anno e mezzo

Un poeta che si prenota oggi, leggerà a metà del Duemila". " E se nel frattempo cambia idea?". "Naturalmente  si  passa  a  quello successivo,  ma   nel  caso invece  sia  solo momentaneamente indisponibile, scivola al trimestre seguente, dato che la programmazione è suddivisa di tre mesi in tre mesi. A qualcuno sfugge il meccanismo e a volte ci sono dei malumori, ma è soltanto perché gli scrittori, in genere, capiscono  poco di matematica". Da tutto questo gran da fare, Carlo Riva non ci ricava nulla, nemmeno la soddisfazione di leggere i propri testi. Pur scrivendo anche lui, per una specie di apprezzabile scrupolo deontologico non si esibisce mai nelle serate del Cenacolo.  "A volte, quando mi invita qualche altro gruppo, vado in tournée". Strano a dirsi, si muove per pura passione e non sembra neppure molto interessato a trovare qualche varco nel mondo della editoria. Le sue poesie le pubblica in proprio, talmente in proprio che di più non si può.                "Li chiamo Poesietti e sono dei piccoli volumi di  40 pagine scritti a  mano, tagliati  a mano, cuciti   a  mano e acquerellati a mano.   Naturalmente uso materiale  riciclato per salvare  qualche  albero. L'anno scorso ne ho venduti 160 e ho versato il ricavato ad associazioni   solidaristiche". Momenti di stanchezza, attimi di cedimento, voglia di  lasciar perdere? "Mai.  In   cinque anni, mai. Sono un tenace cavalcatore di  feluche negli oceani della letteratura " conclude Carlo Riva con  inflessibile slancio poetico, brandendo   in una mano la sua lista  di attesa già  proiettata, come una freccia in corsa, nel bel mezzo del prossimo millennio.

Cenacolo S.Eustorgio: per informazioni 02/428604.

GABRIELE CONTARDI

 


Da:    diario della settimana      http://www.diario.it            Anno IV Numero 8   24 febbraio 1999  


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